28/06/2005

Discriminazione sessuale: uomini si organizzano a livello federale



BERNA, 28 giu (ats) L´uguaglianza dei sessi non vale solo per le donne. Lo hanno sostenuto oggi a Berna quindici organizzazioni - 2800 affiliati in totale - per la difesa degli interessi dei maschi che hanno deciso di istituire l´organizzazione männer.ch per dare maggior peso alle loro rivendicazioni.
Tra gli obiettivi che l´associazione si propone vi è la possibilità del tempo lavorativo parziale per i papà, affinché anch´essi possano avere voce in capitolo nell´educazione dei figli, o per una maggior presenza di maestri nelle scuole elementari e negli asili.

Al momento l´organizzazione - che si dice indipendente dai partiti politici e vive grazie ai contributi dei suoi membri - si rivolge soprattutto alla Svizzera tedesca. Ma l´obiettivo è di estendersi a tutto il Paese.

Nota: per maggiori informazioni, www.männer.ch.

Vietata la vendita di sigarette ai giovani sotto i 16 anni

LUCERNA, 28 giu (ats) In futuro, nel canton Lucerna dovrebbe essere vietata la vendita di sigarette ai giovani sotto i 16 anni. È quanto prevede la nuova legge sulla sanità accettata oggi a forte maggioranza dal Gran consiglio. La normativa dovrà passare ancora una volta al vaglio dei deputati prima di poter entrare in vigore.
Il divieto di vendita si estende anche agli apparecchi automatici. Il tentativo fatto durante i dibattiti di imporre il divieto di fumare ai ragazzi sotto i 16 anni non è stato accettato. Fumare rimarrà quindi permesso.

La nuova legge non conteneva nella proposta elaborata dal governo proposte ad hoc riguardanti il fumo. I suggerimenti sono venuti durante la discussione in parlamento. La maggioranza, nonché lo stesso responsabile della sanità lucernese Markus Dürr, ha infatti giudicato alto il pericolo per la salute causato dal tabagismo. Dürr ha definito il fumo un "perfido attacco alla salute".

Durante la discussione ha avuto la meglio la proposta di Patricia Schaller (PPD), che ha lanciato l´idea di proibire la vendita di sigarette ai giovani sotto i 16 anni allo scopo di impedire che incomincino a fumare.

Dal 2004 sette cantoni compreso Lucerna hanno adottato - o stanno adottando - provvedimenti simili a quelli lucernesi. A Turgovia, Berna e Zurigo, i parlamenti locali hanno approvato mozioni in tal senso del partito evangelico. Nei Grigioni sono stati i socialisti, con successo, a fare il primo passo. A Basilea Campagna, il governo cantonale ha inviato in consultazione una legge volta a vietare la vendita di sigarette ai minorenni. Nel canton Vaud, a fine maggio il Gran consiglio ha approvato l´idea di vietare la vendita di "bionde" ai giovani sotto i 18 anni.

Adulterio, masturbazione, fornicazione, pornografia, prostituzione, stupro, atti omosessuali

(ATS)

Adulterio, masturbazione, fornicazione, pornografia, prostituzione, stupro, atti omosessuali. Sono (n. 492) i "principali peccati contro la castita"´, espressione del "vizio della lussuria". Il Compendio del catechismo della Chiesa cattolica se ne occupa nel capitolo dedicato al sesto comandamento, che parte dall´affermazione che (n. 487) "Dio ha creato l´uomo maschio e femmina, con eguale dignità personale, e ha iscritto in lui la vocazione dell´amore e della comunione".
Il Compendio afferma che le autorità civili "sono tenute a promuovere il rispetto della dignità della persona" (n. 494), "anche impedendo, con leggi adeguate, la diffusione delle suddette gravi offese alla castità, per proteggere soprattutto i minori e i più deboli".

Il capitolo si occupa anche dell´amore coniugale "santificato dal sacramento del Matrimonio", i beni del quale sono (n. 495) "unità, fedeltà indissolubilità e apertura alla fecondita"´. Ad "offendere" la dignità del matrimonio sono (n. 502) "adulterio, divorzio, poligamia, incesto, libera unione (convivenza, concubinato), l´atto sessuale prima o al di fuori del matrimonio".

Ma è l´apertura alla fecondità a prevedere particolari possibili "comportamenti immorali". Tali sono (n. 498) "ogni azione, come, per esempio la sterilizzazione diretta o la contraccezione, che, o in previsione dell´atto coniugale o nel suo compimento o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione".

Sono immorali anche inseminazione e fecondazione artificiali, perchè (n. 499) "dissociano la procreazione dall´atto con cui gli sposi si donano mutualmente, instaurando così un dominio della tecnica sull´origine e sul destino della persona umana". Inoltre l´inseminazione e la fecondazione eterologa "ledono il diritto del figlio a nascere da un padre e da una madre conosciuti da lui, legati tra loro dal matrimonio e aventi il diritto esclusivo a diventare genitori soltanto l´uno attraverso l´altro".

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Usa: giornalisti a rischio, corte suprema non li tutela


WASHINGTON, 27 giu (ats/ansa) Nell´anno in cui l´America ha finalmente scoperto l´identità di ´gola profondà, la fonte anonima del Watergate che permise ai giornalisti del Washington Post di far cadere il presidente Richard Nixon, dalla Corte Suprema arriva un monito alla stampa: non aspettatevi tutele speciali, nell´epoca della guerra al terrorismo il governo ha il diritto di far cadere le barriere del segreto professionale.
Nel suo ultimo giorno di attività prima della pausa estiva, i giudici di Washington hanno respinto l´appello di due giornalisti, Judith Miller, del New York Times, e Matthew Cooper, del settimanale Time, che si sono rifiutati di rivelare le loro fonti nell´ambito dell´inchiesta sul cosidetto ´Cia-Gatè, la fuga di notizie probabilmente dalla Casa Bianca sull´identità di un agente sotto copertura della Cia.

Miller e Cooper, appoggiati da tutte le principali organizzazioni dei media americane e da 34 Stati degli Usa che chiedono chiarezza su questa materia, avevano chiesto alla Corte Suprema di tornare a pronunciarsi sul tema del segreto professionale dei giornalisti per la prima volta da più di 30 anni.

L´ultima volta in cui il massimo organo giudiziario aveva espresso il proprio parere in materia era stato nel 1972, l´anno in cui era cominciato lo scandalo del Watergate. In quell´occasione, a un cronista del Kentucky era stato ordinato di rivelare le proprie fonti riguardo a un´inchiesta su narcotrafficanti, perché c´era un interesse superiore dello Stato e la circostanza non violava il Primo emendamento alla Costituzione, cioè la tutela della libertà di stampa.

La Corte di Washington ha deciso di non aver niente da precisare su questa materia e ha chiuso la porta in faccia alla Miller, a Cooper e alla coalizione dei media che cercava tutele nei confronti del governo. "Informazioni importanti - avevano scritto gli avvocati degli organi d´informazione, nel loro parere comune per i giudici - andranno perdute per il pubblico se i giornalisti non possono promettere con certezza l´anonimato alle loro fonti".

Miller e Cooper rischiano ora fino a 18 anni di prigione, se non diranno tutto ciò che sanno a un grand jury federale di fronte al quale li ha citati il procuratore federale Patrick Fitzgerald, il magistrato che con l´Fbi sta indagando sulla fuga di notizie che bruciò l´identità segreta di Valerie Plame, la moglie dell´ex ambasciatore Joseph Wilson, un diplomatico molto critico nei confronti della Casa Bianca riguardo alla guerra in Iraq.

La Plame era un´analista della Cia e la violazione della sua identità è un reato federale. Secondo le ipotesi investigative, qualcuno nell´amministrazione Bush avrebbe deciso di colpire la Plame per vendicarsi delle posizioni di Wilson, poi diventato un consigliere nella campagna elettorale del senatore democratico John Kerry.

Fitzgerald e l´Fbi sembrano non essere stati in grado di individuare la ´talpà e si apprestano a chiudere l´inchiesta, ma l´unico capitolo aperto - come il procuratore ha spiegato alla Corte Suprema - riguarda la posizione dei due reporter. Cooper riportò l´identità della Plame, mentre la Miller raccolse informazioni, ma non scrisse una riga sulla vicenda. Più che sulla fuga di notizie, ormai in gran parte svuotata di significato, l´inchiesta ha finito per diventare un test sul Primo emendamento e un braccio di ferro tra i media e il governo federale in tema di libertà d´informazione.

Il tutto proprio nei mesi in cui si è scoperto che il numero due dell´Fbi nei primi anni Settanta, Mark Felt, era stato la fonte segreta che aveva permesso a Bob Woodward e Carl Bernstein di svelare gli intrighi della Casa Bianca di Nixon. I due giornalisti hanno mantenuto il segreto sulla fonte per oltre 30 anni, fino a quando è stato lo stesso Felt a farsi avanti.

24/06/2005

Polemica sul web: violato il segreto militare? Oscurata la Casa Bianca, non Villa Certosa

Dal Corriere della Sera, 24 giugno 2005


Luca Gelmini


Scoppia la polemica sul web: violato il segreto militare? Oscurata la Casa Bianca, non Villa Certos. Le Mappe di Google proteggono gli obiettivi sensibili americani ma non quelli di altri Paesi. E infatti da Palazzo Chigi alla villa del premier.
L'occhio è indiscreto ma non si può dire che sia totalmente democratico. Per Google, per esempio, Stati Uniti e Italia pari non sono. Almeno quando si tratta di proteggere obiettivi sensibili, quali palazzi della politica, stazioni ferroviarie o installazioni militari.

WHITE HOUSE NASCOSTA - Sta facendo discutere sul web l'ambiziosa e, va detto, di sicuro impatto nuova sezione del motore di ricerca che è stata denominata «maps» ( www.maps.google.com). Quel grande cannocchiale che consente di vedere immagini digitali dal satellite di ogni più sperduto angolo del pianeta. O quasi. Già perché nel servizio messo online da Google a un certo punto scatta la censura. La Casa Bianca o il Campidoglio a Washington appaiono infatti oscurati - nel gergo l'immagine è patchata – per ragioni di sicurezza nazionale. Ragioni che però non valgono per tutti gli altri edifici del potere delle altre Nazioni che non siano gli Usa, ovviamente. Rimanendo all'Italia, si possono facilmente rintracciare - a colpi di zoom - Montecitorio o Palazzo Chigi (sede rispettivamente del Parlamento o del governo), così come il Quirinale, la dimora del capo dello Stato.

LA CERTOSA SVELATA - Persino i luoghi ritenuti più top secret vengano svelati dall'occhio digitale. Che fotografa pure la villa del premier Berlusconi a Punta Lada, in Sardegna, dichiarata lo scorso dicembre dal Consiglio dei ministri «sede alternativa di massima sicurezza per l'incolumità del presidente del Consiglio e dei suoi famigliari, dei suoi collaboratori e per la continuità dell'azione di governo». Insomma la White House no e Villa Certosa sì.
ALL'ESTERO - E fuori dall'Italia vale la stessa regola. Google porta i navigatori sul recinto del Cremlino a Mosca o sul Palazzo dell'Eliseo a Parigi, sede della presidenza della repubblica, ma anche al numero 10 di Downing street, a Londra, la residenza ufficiale del primo ministro inglese o nel Palazzo della Zarzuela, nelle vicinanze di Madrid, dove è di stanza il re di Spagna.
IL CASO - Da qui le polemiche. Su diversi blog di casa nostra si fa notare come le mappe di Google rendano possibile vedere zone particolari del nostro territorio che l'Atlante Italiano del Ministero dell'Ambiente, servizio cartografico ufficiale online disponibile già da mesi, non mostra. Una verifica effettuata da alcuni bloggers ha evidenziato come la Caserma De Gennaro di Forlì risulti visibile dalle mappe digitali e invece oscurata nelle carte ufficiali di Atlante Italiano. Non solo. Per fare altri esempi, online si ha la completa visione dell'intera area della Caserma Vincenzo Monti a Milano o della base militare di Aviano con un livello di dettaglio incredibile. Che il comportamento di Google si configuri come una violazione della normativa italiana sul segreto militare, che vieta espressamente la riproduzione di obiettivi sensibili e militari, comprese le foto aeree? E' vero, non si tratta di immagini in tempo reale, quindi in alcuni casi le dislocazioni di eventuali mezzi militari, risalgono a diverso tempo fa, ma l'interrogativo, in Rete, rimbalza.

Luca Gelmini

23/06/2005

"Beurre de Cacahuetes" contiene aflotossina

(ots) - Il prodotto "Beurre de Cacahuetes" della ditta A-Chau
Trading AG contiene aflotossina. Si tratta di una sostanza tossica
prodotta da una muffa e può nuocere alla salute. L´Ufficio federale
della sanità pubblica (UFSP) consiglia di non consumare il
summenzionato burro di arachidi a causa del pericolo che costituisce
per la salute, ma di riportarlo al punto vendita.

L´UFSP è stato informato da un laboratorio cantonale che il tenore
di aflotossina contenuto nel prodotto "Beurre de Cacahuetes" (marca
Puxiangshipin, peso netto 226 g, codice EAN 6 925366 400650, codice
QB 1733.4-93, data di produzione 2004-12-25, data minima di
conservabilità 2006-06-25, venduto dalla ditta Firma A-Chau Trading
AG) supera ampiamente il valore limite stabilito. È stato emanato un
divieto di vendita e i rivenditori sono stati invitati a procedere
al richiamo del prodotto.

L´aflotossina può soprattutto aumentare il rischio per l´uomo e gli
animali di ammalarsi di cancro al fegato.

I cantoni decideranno sulle scommesse nel calcio

CF: spetta ai cantoni decidere su scommesse nel calcio

BERNA, 22 giu (ats) Spetta ai cantoni legiferare in materia di scommesse sportive ed evitare scandali come quello delle partite di calcio truccate in Germania. Lo ha ricordato oggi il Consiglio federale rispondendo ad un´interpellanza parlamentare.
In Svizzera le scommesse su manifestazioni sportive sono in linea di principio vietate, ma i cantoni possono prevedere deroghe, ricorda il Consiglio federale nella risposta alla consigliera nazionale Pascale Bruderer (PS/AG). Spetta quindi ai cantoni autorizzare e sorvegliare tali pratiche. Il Consiglio federale non intende legiferare in materia, ma esaminerà nel 2007 se le misure adottate sono sufficienti o se è il caso di rivedere la legge sulle lotterie.

Lo scandalo tedesco riguarda un arbitro sospettato di aver ricevuto 7000 euro dagli organizzatori di scommesse cladestine per "truccare" due partite di calcio.

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Il diritto di bruciare la bandiera americana

¨(ATS)

Un diritto costituzionale protetto da una sentenza della Corte Suprerma è oggi a rischio: la Camera dei Rappresentanti ha approvato in prima lettura un emendamento costituzionale che vieta di dare alle fiamme la bandiera a stelle e strisce, un gesto-simbolo durante le proteste contro al guerra del Vietnam.
Come era già successo altre sei volte in passato la Camera ha votato a larga maggioranza a favore dell´emendamento costituzionale che vieta il vilipendio del vessillo americano: stavolta si sono pronunciati a favore 286 deputati contro 130. La norma però finora si era sempre arenata al Senato: i suoi sponsor sperano che non succeda anche stavolta.

La protesta contro la bandiera era protetta da una sentenza della Corte Suprema del 1989: i giudici tutori della Costituzione avevano stabilito che bruciare la bandiera è una forma di espressione della libertà di parola, diritto riconosciuto appunto dalla Carta fondamentale. Stavolta però, sull´ondata del patriottismo dopo l´11 settembre, l´emendamento ha qualche possibilità di essere approvato su tutta la linea.

Il presidente della Commissione Giustizia della Camera James Sensenbrenner, un repubblicano, ha dichiarato prima del voto che la bandiera merita tutto il rispetto che si deve ad un "simbolo unico tra tutti i simboli" americani. "Chiedete a un uomo o un donna che era in cima alle Torri Gemelle: vi diranno di far approvare l´emendamento", gli ha fatto eco il collega repubblicano Randy Cunningham.

Il democratico Jerrold Nadler non è affatto d´accordo e ha votato contro l´emendamento: "Se la bandiera ha bisogno di protezione - ha detto - bisogna proteggerla da quei membri del Congresso che danno più valore al simbolo che alla libertà che esso rappresenta".

Per poter emendare la Costituzione degli Stati Uniti il provvedimento deve essere approvato dalla maggioranza di due terzi di entrambe le camere, Camera e Senato, ma nei sette anni successivi, 38 dei 50 Stati devono ratificare la modifica.

Finora ogni volta che l´emendamento è stato messo ai voti, ha raggiunto come oggi alla Camera la maggioranza richiesta, ma la misura è sempre stata bloccata in Senato, dove non si sono mai raggiunti i 67 voti necessari.

Quest´anno tuttavia le cose potrebbero andare diversamente anche grazie alla nuova maggioranza repubblicana ottenuta alle ultime elezioni. Dopo il voto della Camera il Senato dovrebbe prendere in esame l´iniziativa dopo la pausa dei lavori parlamentari prevista per il 4 luglio, la festa americana dell´indipendenza.

22/06/2005

CF: i neocastellani potranno votare per Internet


BERNA, 22 giu (ats) Circa 2000 cittadini neocastellani potranno esprimersi via Internet sull´estensione della libera circolazione delle persone, in occasione della votazione federale del 25 settembre prossimo. Dopo Ginevra, il Consiglio federale ha accolto oggi una richiesta in questo senso del Cantone di Neuchâtel.
Il cantone collabora sin dall´inizio al progetto "Voto elettronico" della Cancelleria federale. La prova permetterà di testare in condizioni reali il sistema originale messo a punto a Neuchâtel, dove il voto elettronico è proposto quale prestazione del "Guichet Unique" (sportello unico) aperto agli abitanti del Cantone dal 5 maggio 2005.

Contrariamente alle sperimentazioni realizzate nel Cantone di Ginevra dal settembre 2004, il progetto neocastellano non sarà limitato a un certo numero di comuni, bensì ai primi 2000 elettori che si iscriveranno al "Guichet Unique". Per esercitare il loro diritto di voto, quest´ultimi riceveranno, oltre al certificato di legittimazione, anche una parola chiave.

Il Consiglio federale ha ora definito le condizioni legali e organizzative del test. Esse si applicheranno sia alla votazione federale che agli eventuali scrutini cantonali e comunali che si svolgeranno alla stessa data. Il sistema neocastellano è già stato messo alla prova a più riprese per votazioni fittizie in seno all´amministrazione cantonale e comunale.

I risultati positivi di queste prove hanno ora convinto i responsabili a compiere un ulteriore passo. L´autorizzazione di test su oggetti federali rientra nella strategia del Consiglio federale volta ad accertare e a valutare la fattibilità del voto elettronico tramite Internet.

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