22/07/2005
Primo matrimonio tra lesbiche
MADRID, 22 lug (ats/ansa) Dopo quello tra gay a Madrid, oggi c´è stato il primo matrimonio tra lesbiche in una loclaità della provincia di Barcellona, Mollet del Valles, grazie alla nuova legge spagnola che equipara le nozze omosessuali a quelli tradizionali.
Il matrimonio odierno, riferisce l´agenzia Efe, è stato celebrato dal giudice Jorge Vergara fra una donna spagnola e una argentina in mezzo ad una grande attenzione mediatica.
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20/07/2005
Canada: Senato approva legge su matrimoni gay
OTTAWA, 20 LUG (ats/adnkronos/dpa) Il Senato canadese ha approvato, con 47 voti a favore e 21 contrari, la legge sui matrimoni tra omosessuali. Il progetto di legge sull´unione coniugale per le coppie formate da persone dello stesso sesso presentato dal governo la scorsa primavera, era stato votato dalla Camera il 28 giugno. Il voto del Senato chiude definitivamente il dibattito, che ha avuto forti ripercussioni sulla società civile, determinando fratture e polemiche.
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13/07/2005
Tatuaggi, piercing, lenti cosmetiche: ordinanza per maggior protezione a inizio 2006
BERNA, 13 lug (ats) L´Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) intende emanare norme per ridurre i rischi per la salute derivanti da tatuaggi, piercing, lenti cosmetiche e make up permanente. Stando a Michel Donat dell´UFSP, un´ordinanza che regoli questa materia dovrebbe entrare in vigore entro il primo trimestre del 2006.
Al momento, le norme elaborate da un gruppo di lavoro sono in procedura di consultazione fino al 17 luglio, si legge nel rapporto 2004 dell´UFSP sulla sicurezza delle derrate alimentari.
Stando alle novità contenute nel progetto di ordinanza, l´UFSP prevede valori massimi per piercing contenenti nickel. Inoltre, gli strumenti per compiere tatuaggi e piercing dovranno essere sterili. Per quanto attiene ai tatuaggi e al make-up permanente, si prevede di stabilire quali sostanze - per esempio determinati aromi - non potranno essere contenute nei colori.
Oltre a ciò si dovrà conoscere provenienza e contenuto degli strumenti utilizzati per il piercing, come anche i colori per i tatuaggi o per il il make up permanente. Ciò vale anche per le lenti a contatto cosmetiche. In quest´ultimo caso, produttori e importatori dovranno indicare sulle confezioni che le lenti rispettano le disposizioni dell´UFSP.
Il 20 giugno scorso, l´UFSP aveva messo in guardia gli utilizzatori di lenti a contatto cosmetiche, poiché vi è il rischio di una riduzione della vista. In particolare gli automobilisti dovrebbero rinunciare a queste lenti che modificano il colore e la forma dell´iride. A dipendenza della densità della parte colorata e del contorno della pupilla, queste lenti possono infatti ridurre il campo visivo.
Stando al rapporto dell´UFSP, la popolazione dovrebbe venir informata entro la fine dell´anno sui rischi potenziali legati a queste pratiche di bellezza
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12/07/2005
Libere professioni chiedono meno burocrazia e non nuove tasse
BERNA, 12 lug (ats) L´Unione svizzera delle libere professioni (USLP) sollecita
migliori condizioni quadro per gli indipendenti. In particolare, in una
conferenza stampa oggi a Berna, l´associazione di categoria ha chiesto alle
autorità federali di prendere misure per diminuire il carico eccessivo delle
pratiche amministrative.
Il consigliere nazionale Yves Guisan (PLR/VD), vicepresidente della Federazione
dei medici svizzeri (FMH), ha ricordato che l´eccesso di regolamentazioni nel
settore medico ha effetti su tutta la società, con conseguenze per l´accesso
alle cure e la centralizzazione delle prestazioni. A suo dire la volontà
politica di diminuire il carico amministrativo per le professioni liberali è
ampiamente contraddetta dalla realtà dei fatti. Yves Guisan ha citato il nuovo
tariffario medico unificato (TarMed) come cattivo esempio di
burocratizzazione.
D´altro canto, il neopresidente dell´USLP e consigliere agli Stati Urs
Schwaller (PPD/FR) si è scagliato contro ogni aumento delle imposte e
l´introduzione di nuove tasse, poiché, ha detto, per esercitare un attività
liberale è importante creare un ambito economico che stimoli la fiducia.
Inoltre per l´organizzazione, che riunisce 85´000 membri di 15 associazioni
professionali, un´altra grande sfida dei prossimi anni sarà di di garantire un
solido finanziamento delle assicurazioni sociali. In questo senso secondo
Schwaller andrebbe rafforzata la responsabilità individuale prendendo in
considerazione i contributi al secondo e al terzo pilastro.
Riguardo alla globalizzazione dell´economia e agli accordi di libera
circolazione delle persone con l´Unione Europea, Schwaller ha detto che vanno
date garanzie di libera circolazione anche per le professioni liberali svizzere
e che è essenziale il riconoscimento dei loro titoli all´estero. Inoltre
bisogna assicurare l´ugualianza di trattamento fra i cittadini svizzeri e i
loro colleghi stranieri che esercitano una libera professione.
Alain Bruno Lévy, neopresidente della Federazione svizzera degli avvocati (FSA)
e professore all´università di Friburgo, prevede che bisognerà far fronte ad un
maggiore concorrenza ma che non ci sarà "un´invasione" della Confederazione da
parte di legali provenienti dagli stati membri dell´UE: finora hanno fatto
richiesta di iscrizione nel registro degli avvocati elvetico circa 120
persone.
D´altro canto, l´USLP si è detta contenta del rapporto presentato recentemente
dal Consiglio federale sulle professioni liberali, poiché esso risponde in
parte alla mancanza di informazione su un settore che occupa il 7,6% della
popolazione attiva. L´USPL deplora però che il rapporto non parli
dell´importanza di questo gruppo sociale, che svolge un ruolo antesignano
nell´economia nazionale. Per colmare questa lacuna un gruppo di deputati delle
libere professioni presenterà un atto parlamentare alle Camere.
14:13 Scritto in Libertà e Mercato, Libertà e tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
Swiss: sospesi 52 piloti Saab che avevano scritto lettera aperta
BASILEA, 12 lug (ats) Swiss ha sospeso con effetto immediato i 52 piloti dei
velivoli Saab che venerdì scorso avevano inviato alla direzione e al cda una
lettera aperta in cui si sostenevano che le incertezze legate al loro avvenire
professionale possono in casi estremi mettere in pericolo la sicurezza. La
compagnia aerea ha pure aperto un procedimento disciplinare nei loro confronti
e previsto una riduzione temporanea dei voli.
In un comunicato l´aviolinea si era difesa dicendo che i collegamenti del Saab
2000 sono perfettamente affidabili e non sussistono problemi, ma che è sempre
pronta a discutere della situazione. Ieri sera, in una seconda nota, la
compagnia ha indicato che le argomentazioni dei piloti sono state oggetto di
profondi studi durante la fine settimana.
Risultato: Swiss ha deciso di far verificare da esperti le capacità di volo dei
piloti che hanno firmato la lettera. Saranno perciò sospesi immediatamente.
Potranno riprendere il servizio in funzione del risultato della valutazione,
precisa la nota. Contro di loro sono pure stati aperti procedimenti
disciplinari. Swiss annuncia di conseguenza sospensioni temporanee dei voli.
Informerà rapidamente la clientela sull´evoluzione della situazione.
Swiss opera attualmente con una flotta di 7 Saab 2000 in partenza da Basilea e
72 piloti specializzati in questo tipo di velivolo. I Saab 2000 non effettuano
voli né da Ginevra, né da Zurigo.
07/07/2005
Usa: Cia-Gate, giornalista nyt andrà in carcere
NEW YORK, 6 lug (ats/ansa) Judith Miller, la giornalista del New York Times andrà in carcere per non aver voluto rivelare la sua fonte nel caso Cia-gate.
Judith Miller, una delle grandi firme del ´Times´, è stata trasferita immediatamente in un carcere federale della zona di Washington dove resterà fino a quattro mesi se non accetterà di collaborare con la magistratura.
Mandarla in carcere "crea la possibilità concreta che accetti di testimoniare ha detto il giudice Thomas Hogan che ha preso la decisione.
Miller, che paradossalmente non aveva scritto una riga sul Cia-gate, ha abbracciato il suo avvocato ed è stata scortata fuori dalla Corte.
06/07/2005
Cina: compleanno Dalai Lama, appelli per diritti umani Tibet
PECHINO, 6 lug (ats/ansa) Appelli per il miglioramento della situazione dei diritti umani nel Tibet sono stati diffusi da alcune organizzazioni umanitarie in coincidenza col settantesimo compleanno del Dalai Lama. Alison Reynolds, presidente del gruppo "Free Tibet Campaign" ha affermato che il primo ministro britannico Tony Blair potrebbe fare un "regalo" al leader tibetano in esilio promettendo "uno sforzo organizzato per arrivare a progressi in Tibet nei sei mesi di presidenza britannica dell´Unione Europea".
Blair ospita in Scozia in questi giorni i leader dei paesi industrializzati del G8. Tra gli invitati come "osservatori" sarà presente il presidente cinese, Hu Jintao.
Un altro gruppo, l´International Tibet Support Network, ha invitato le autorità di Pechino a "cambiare radicalmente" la loro politica verso il Tibet. Infine, il gruppo "Reporters Sans Frontieres" ha criticato la mancanza di libertà di espressione sul "tetto del mondo".
Emissari del Dalai Lama, che vive in esilio in India dal 1959, e alti funzionari cinesi si sono incontrati più volte, a partire dal 2002, nel tentativo di instaurare un dialogo. Finora nessuna delle due parti ha commentato l´andamento delle discussioni che, secondo fonti concordanti cinesi e tibetane, proseguono.
Il settantesimo compleanno del leader tibetano, che ha ricevuto il premio Nobel per la pace per il suo impegno nel mantenere non-violento il movimento per l´autonomia del Tibet, è stato festeggiato oggi da diecimila persone a Dharmsala, nel nord dell´India, dove il Dalai Lama risiede.
Media: le famiglie svizzere spendono 3000 franchi all´anno, crescita soprattutto nell´elettronica
ZURIGO, 6 lug (ats) Le famiglie svizzere hanno speso l´anno scorso 10 miliardi di franchi per il consumo di mezzi di comunicazione. Il dato, che comprende anche l´acquisto di materiale e supporti elettronici come i computer o i DVD, si traduce in un consumo medio di 3000 franchi per famiglia.
In base ad uno studio - il primo del genere in Svizzera - presentato oggi a Zurigo dell´associazione degli editori "Stampa svizzera", per ogni franco speso dalle famiglie svizzere per i media, 24,7 centesimi sono serviti a finanziare i PC e internet, mentre 27,5 centesimi sono stati destinati alla televisione e alla radio.
La parte destinata alla carta stampata (sotto forma di abbonamenti e acquisti nelle edicole di giornali e periodici) è pari a 20,2 centesimi. Le quote rimanenti del cosiddetto "franco per i media" comprendono 15,5 centesimi destinati all´elettronica d´intrattenimento, 9,4 centesimi per i libri e 2,7 per il cinema.
Lo studio ha pure evidenziato che la spesa delle famiglie svizzere per i media è cresciuta nel 2004 del 3,5% rispetto all´anno precedente. L´incremento ha però riguardato quasi esclusivamente i media elettronici. L´associazione degli editori sottolinea in proposito che "soltanto per le concessioni e le reti via cavo, con i loro prezzi fissi, gli svizzeri spendono un quinto in più rispetto alla somma destinata ai media stampati".
Realizzato partendo da una ventina di fonti statistiche settoriali già esistenti, lo studio sarà ripetuto di anno in anno. Stampa svizzera intende in tal modo fornire una "base di riferimento" per le discussioni sulla politica dei media.
12:10 Scritto in Libertà di espressione, Libertà e Media, Libertà e Mercato, Libertà e tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
La Coca Cola torna in Iraq, dopo 40 anni
Dal Corriere della Sera, 060705
BAGDAD - Quando Vasco Rossi cantava «Bevi la Coca Cola che ti fa bene, bevi la Coca Cola che ti fa digerire...», gli iracheni giovani sapevano a mala pena che cosa fosse la magica bevanda marrone che ha fatto impazzire grandi e piccoli da quando è nata, più di un secolo fa. Per 40 anni, ovvero dal 1968 - quando la Lega Araba la incluse in una lista nera di aziende da boicottare per i loro rapporti d'affari con Israele - la Coca Cola è stata bandita dal Paese retto da Saddam Hussein. E adesso che la «normalizzazione» è arrivata, anche se lastricata di morti, la multinazionale torna a mettere piede là dove era malvista, siglando una joint-venture con due società mediorientali che imbottiglieranno e distribuiranno la bevanda.
«GUERRA» IN VISTA - E se ci sono migliaia di iracheni assetati che sognano di attaccarsi a una gelida lattina, ad attendere il ritorno della «Coca» c'è anche - a denti armati - la sua più temuta concorrente, Pepsi. I due marchi, da sempre in guerra, si contendono 26 milioni di nuovi consumatori e la Pepsi parte avantaggiata: è leader in Medio Oriente nel mercato dei soft drinks. Ma il quotidiano britannico The Guardian mette altre «pulci all'orecchio» della multinazionale di Atlanta: dovrà combattere anche contro il brigantaggio, che minaccia le forniture, e la percezione della Coca Cola come marchio legato a Israele e ai «sionisti americani».
LAVORATORI LOCALI - Il ritiro della Coca Cola nel '68 lasciò campo libero alla Pepsi e anche quando nel 1991 il boicottaggio della bevanda terminò, la guerra nel Golfo e le sanzioni impedirono alla multinazionale di tornare in Iraq. Ora il colosso Usa può rientrare a testa alta nel mercato grazie a un accordo con la società turca Efes Invest, e la sua partner irachena HMBS, che imbottiglierà la Coca Cola in Dubai e la distribuirà poi in Iraq. «Un'azienda locale imbottiglierà la bevanda impiegando persone del luogo per farlo - ha spiegato al Guardian un portavoce della multinazionale -. È così che succede nella maggioranza dei 200 paesi sparsi per il mondo in cui operiamo, sebbene siamo percepiti come una società americana».
VOGLIA DI NOVITA' - A Bagdad la notizia del ritorno della Coca Cola è stata accolta con sentimenti contrastanti. Secondo Abbas Salih, rivenditore all'ingrosso di bibite, sarà un fallimento. «La Coca Cola fa affari con gente che spara ai nostri fratelli in Palestina. Come possiamo berla?» ha detto Salih. «Se si mette una lattina di Coca Cola davanti allo specchio, nel logo si legge la frase "No Allah" o "No Maometto", non ricordo quale delle due» ha osservato Abu Ream, proprietario di un negozio di alimentari nella capitale irachena, che però prevede che Coca Cola vincerà la «guerra» con Pepsi. «La gente qui ama la novità», ha spiegato.
06 luglio 2005
11:08 Scritto in Libertà di espressione, Libertà e Mercato | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
India: Dalai Lama compie 70 anni
NUOVA DELHI, 6 lug (ats/adnkronos/dpa) Il leader spirituale e terreno dei tibetani, Tenzin Gyatso, meglio conosciuto come il quattordicesimo Dalai Lama, oggi compie 70 anni. Il Dalai Lama, parola che in tibetano significa "oceano di saggezza", vive a Dharamsala, nel nord dell´India dal 1959 insieme a circa centomila rifugiati tibetani e dove ha sede il governo in esilio che non è stato ancora riconosciuto da nessun paese del mondo.
Il Premio Nobel per la Pace, che da decenni predica la non violenza e la tolleranza, dopo aver rinunciato all´indipendenza del Tibet - invaso dai cinesi nel 1950, chiede che la sua regione conquisti una propria autonomia all´interno della Repubblica Popolare Cinese e domanda il permesso di tornare in patria.
09:38 Scritto in Libertà di espressione, Libertà di religione | Link permanente | Commenti (0) | Segnala

